In un pomeriggio passi da "non ho mai aperto un terminale" alla tua prima sessione vera con Claude Code, che legge i tuoi file e ti scrive un report. Senza saltare un passaggio, e senza chiedere niente all'IT.
Hai Claude Code installato e funzionante sul tuo PC, Windows o Mac, e lo sai lanciare quando ti serve.
Ti muovi nel terminale con le tue mani: entri in una cartella, guardi cosa contiene, crei un file, lo leggi, lo sposti, lo cancelli sapendo cosa cancelli.
Hai fatto una sessione vera: hai portato Claude nella cartella dei tuoi file, gli hai fatto leggere quello che c'era dentro e ti sei fatto scrivere un report.
Hai messo per iscritto il primo lavoro tuo, quello che fai ogni mese, da provare con Claude Code appena chiudi il corso.
Cinque parti da leggere in ordine, perche' ognuna usa quello che hai fatto con le mani nella precedente. In fondo a ogni parte c'e' un quiz e un glossario in PDF da tenere aperto mentre provi.
Le parole che tutti danno per scontate: file, cartella, path, applicazione, sistema operativo. Le guardi sul tuo PC, non su un disegno, e attivi le estensioni che Windows ti nasconde.
Perche' il terminale esiste ancora se c'e' Esplora Risorse, e in cosa ti conviene. Apri Terminale di Windows per la prima volta e dai due comandi che ti rispondono.
Una riga in PowerShell e Claude Code e' installato, senza macchine virtuali e senza Linux. Prima pero' capisci cosa fa quella riga, cosi' la prossima la sai leggere.
I dieci comandi che userai per anni, uno alla volta con la risposta che devi aspettarti. Ti crei la cartella di lavoro del corso e ci scrivi dentro il primo file.
Crei l'account Anthropic, lanci `claude` dalla cartella giusta e gli fai leggere i tuoi file. Esci con un report scritto da lui e con l'idea del tuo primo flusso di lavoro vero.
Sono due schermate vere del corso.
I comandi delle lezioni sono stati lanciati davvero, e accanto trovi cosa stampa il terminale quando funziona. Se quello che vedi non torna, sai subito che qualcosa e' andato storto, invece di continuare al buio.
Roberto ha 52 anni, dirige la produzione in una metalmeccanica veneta e non ha mai aperto un terminale. Le sue domande sono le tue, e i suoi esempi sono preventivi e report di produzione, non file1.txt.
Il terminale e' parlare via radio con il magazziniere, un path e' l'indirizzo completo di un faldone. Quando la metafora non basta chiedi al tutor AI della piattaforma, che sta li' per riempire i vuoti senza imbarazzo.
Ti blocchi? Chiedi, per iscritto o a voce. Risponde sulla lezione che stai facendo.
4 domande a lezione, 5 sulla terza, 5 sulla quarta. Alla fine hai in mano l'attestato di percorso, con i quiz superati.
Hai letto di AI che lavora sui tuoi file, hai capito che ti servirebbe, e ti sei bloccato davanti a un'istruzione che tutti danno per ovvia. Non ti manca la testa, ti mancano cinque parole.
Sei il riferimento di reparto, tieni in piedi processi seri, e con il PC hai sempre fatto tutto a clic. Nessuno ti ha mai spiegato cosa c'e' sotto, perche' non ti era mai servito.
Ti bastano un PC Windows 10 o 11 con i permessi di amministratore, una connessione stabile e un pomeriggio. Su Mac funziona uguale, e dove cambia qualcosa la lezione te lo dice. Esperienza di terminale, zero.
25 risultati di apprendimento su 5 competenze, in 5 aree su 5 del quadro del Joint Research Centre. 8 li padroneggi, 14 li consolidi, 3 li introduci. Per ognuno la mappatura dice in quale lezione e con quale prova.
Il governo del contesto e Claude Code qui si aprono soltanto, quel tanto che basta per lanciare la prima sessione dalla cartella giusta. Li porta avanti miniMe, il corso base.
Questo corso ti porta alla soglia. Il passo dopo e' insegnare a Claude chi sei e come lavori.
No. Non scrivi codice in nessuna delle cinque parti. Scrivi comandi, che sono parole in inglese come vai, elenca, crea, e le richieste a Claude le fai in italiano normale.
Il corso si, senza limiti di tempo e senza carta di credito. Claude Code no, si paga a consumo: la parte 4 ti mostra il comando che ti dice quanto stai spendendo, e i numeri veri di chi lo usa tutti i giorni.
Si. I concetti sono identici e cambiano solo i comandi di installazione: dove la strada si divide, la lezione mette accanto la riga per Mac e quella per Windows.
No. Niente macchine virtuali, niente sottosistema Linux, niente software da scaricare a mano. Ti servono i permessi di amministratore sul tuo PC, quelli che di solito hai gia'.
Max Turazzini. 3 anni di workshop in oltre 200 aziende, 2000 persone formate. Questo corso nasce da una cosa che continuo a sottovalutare: quello che a me sembra ovvio, a chi lavora bene da vent'anni non lo ha mai spiegato nessuno. Non e' colpa di nessuno, ed e' per questo che l'ingresso qui non costa niente.
"L'AI si impara facendo, sbagliando e avendo accanto qualcuno che c'è già passato."
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