Trasformare i numeri che guardi da anni in cose che non avevi mai visto, senza diventare data scientist.
Fai la domanda degli occhi nuovi e vedi pattern che avevi sotto il naso da anni.
Pulisci un export (caratteri rotti, date americane, righe doppie) mentre prendi un caffè.
Incroci vendite e magazzino e scopri dove si blocca la consegna.
Estrai i numeri chiave da un report in PDF e sai come verificare che siano quelli giusti.
Costruisci una dashboard che chi decide capisce prima di chiederti "quindi cosa devo fare?".
Ti resta uno script che rifai girare ogni mese, senza aver scritto una riga di codice.
Si reggono da sole, ma vanno lette in fila.
Marco guarda gli stessi numeri da cinque anni e non vede più niente: si chiama cecità da familiarità. La prima domanda che rimette a fuoco un file che conosci a memoria.
L'export arriva con l'encoding rotto, tre formati di data e righe doppie. Carichi il file e lo riprendi pulito, con l'elenco di cosa è stato sistemato.
Smetti di ordinare il solito Chianti. Descrivi il tuo dataset e ti arrivano analisi che non erano nel tuo repertorio, con il motivo per cui hanno senso.
Roberto apre tre sistemi per rispondere a una domanda sola. Unisci vendite e giacenze sulla chiave giusta: il collo di bottiglia viene fuori da sé.
Luca ha mezza giornata di lettura davanti: un report per investitori di decine di pagine. Ne estrai i numeri in tabella e controlli che siano corretti.
Elena consegna ventisette slide e il CFO chiude dopo tre. Impari a rispondere in una pagina alle uniche tre domande che si fa chi decide.
Silvia rifà il forecast da zero ogni mese. Scrivi la ricetta una volta: cambia il file, il risultato si adatta, il lavoro resta anche quando sei in ferie.
Le sette parti si fanno sui dataset del corso, con i prompt già scritti.
Li scarichi dalla lezione e sono sporchi, fino al file da centottantacinquemila righe dell'ultima parte.
Su ChatGPT o Claude, con il piano gratuito fino alla parte delle dashboard. Per l'ultima parte serve un abbonamento che dia Claude Code.
Ti blocchi? Chiedi, per iscritto o a voce. Risponde sulla lezione che stai facendo.
5 domande a lezione. Alla fine hai in mano l'attestato di percorso, con i quiz superati.
Chi produce report ogni mese e sa che dentro quei file c'è altro, ma non sa da dove cominciare a cercarlo.
Chi decide guardando numeri che arrivano da tre sistemi diversi e vorrebbe vederli una volta sola.
Se sai muoverti in Excel, sei dentro. Un tuo file di lavoro aiuta a provare tutto sui tuoi dati.
DigComp è l'elenco con cui l'Europa dà un nome alle competenze digitali. Sono 21 in tutto: questo corso ne tocca 9. Qui sotto trovi quali, e in che lezione le impari.
Per i dati che escono dall'azienda: Il viaggio dei tuoi dati con l'AI.
Il seguito diretto è Vibe Coding.
Per più persone, le licenze team costano meno a testa.
Se dopo 10 minuti non sai una cosa nuova, hai perso 10 minuti.
No. Non scrivi una riga di codice in tutto il corso: descrivi cosa vuoi nella tua lingua e l'AI scrive il codice, che tu leggi e correggi come faresti con una formula di Excel.
3 ore di lezioni, 9 se rifai tutti gli esercizi sui tuoi file.
Dipende dal piano che usi, come spiega la parte 1. Sui piani personali le conversazioni possono servire ad addestrare i modelli, sui piani di lavoro no. Per provare ci sono i dataset del corso, che sono finti.
Sì. Una parte intera lavora su un export con i caratteri rotti e le date americane.
Max Turazzini. 3 anni di workshop in oltre 200 aziende, 2000 persone formate. È pensato per le aziende che hanno molti dati e nessun analista a cui chiedere cosa dicono.
"L'AI si impara facendo, sbagliando e avendo accanto qualcuno che c'è già passato."
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